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Chi ti dà un numero senza aver visto la casa se lo sta inventando

Un rendimento medio per una casa in Sardegna non esiste, e chi te ne offre uno al telefono sta tirando a indovinare. Due case sulla stessa via, con gli stessi metri quadri, chiudono l'anno con incassi diversi: cambiano la distanza reale dal mare, i posti letto veri, il parcheggio, gli esterni, la lunghezza della stagione utile, le foto e il prezzo di partenza. Il numero serio esiste, ma arriva dopo: si costruisce sui comparabili della tua micro-zona e si legge al netto, non al lordo.

Qui non trovi una tabella di rendimenti per località. Trovi quali fattori spostano davvero il risultato, come si arriva a una stima che regge e quali costi spariscono sempre dal conto che i proprietari fanno da soli.

1. Perché non trovi una cifra secca

Le medie che girano online sommano cose che non stanno insieme: un bilocale in città e una villa con piscina a duecento metri dalla spiaggia, un anno pieno e un anno partito a metà luglio. Il risultato è un numero che non descrive nessuna casa esistente, tantomeno la tua.

Poi c'è il motivo pratico: nessuno può sapere quanto rende casa tua se non l'ha vista. Il rendimento nasce dall'incastro di una decina di variabili che stanno tutte dentro quell'immobile e in quella via, e non c'è scorciatoia statistica che le sostituisca.

Quando qualcuno ti anticipa una cifra prima di sapere l'indirizzo sta facendo una cosa sola: sta vendendo. Quel numero serve a fissare l'appuntamento, non a farti decidere.

2. I fattori che spostano davvero il risultato

La posizione esatta e la distanza reale dal mare. Non i chilometri sulla mappa: i minuti a piedi con due bambini, gli asciugamani e la borsa frigo. Trecento metri in piano e trecento in salita sono due annunci diversi.

I posti letto veri. Un divano letto in soggiorno non vale un letto in camera. Le famiglie filtrano per numero di ospiti, poi però leggono come sono distribuiti: se i posti sono gonfiati arrivano recensioni tiepide, e una recensione tiepida a giugno costa tutta la stagione successiva.

Il parcheggio. In Sardegna quasi tutti arrivano in auto o la noleggiano appena atterrati. Un posto auto certo, meglio se in ombra, alza il prezzo che riesci a tenere nelle settimane di picco.

Gli esterni e la piscina. Una veranda ombreggiata e usabile alle tre del pomeriggio cambia la percezione della casa più di una camera in più. La piscina sposta molto, ma si porta dietro manutenzione e controlli che vanno messi nel conto dello stesso anno.

Aria condizionata, wifi vero, lavatrice. Non sono dotazioni premium: sono le condizioni minime per non prendere recensioni negative a luglio.

Le foto e il prezzo di partenza. Sono le due leve più sottovalutate. La stessa identica casa, fotografata in due modi, non riceve lo stesso numero di clic; e il prezzo delle prime settimane decide le prime recensioni, che decidono la visibilità di tutta la stagione. Si parte bene o si rincorre.

3. La stagione sarda è una finestra stretta

Non conta quanto chiedi a Ferragosto: a Ferragosto si riempie quasi tutto, anche le case gestite male. Conta quello che riesci a fare intorno.

Il gioco si fa su tre cose. Le spalle di stagione, dove si vince o si perde davvero, perché lì la domanda va cercata. La durata media del soggiorno, perché ogni cambio ha un costo e ogni buco di due notti è una perdita secca. Il prezzo dei picchi, perché le settimane centrali non vanno svendute a gennaio per sicurezza né tenute vuote per orgoglio ad agosto.

Una casa che apre a maggio e chiude a ottobre e una che lavora solo nelle settimane centrali hanno lo stesso indirizzo e due bilanci diversi. La differenza non è l'immobile: è come viene venduto.

4. Come si costruisce una stima seria

Si parte dal comparabile reale, non dalla media: case simili alla tua, nella stessa micro-zona, con gli stessi posti letto e le stesse dotazioni, guardate su un anno intero e non su una settimana di agosto. Micro-zona vuol dire il tuo lato di strada, non il tuo Comune.

Da lì si ricostruisce un calendario plausibile: quante settimane sono davvero vendibili, a che prezzo per ciascuna fascia, con quale durata media del soggiorno. Poi si sottraggono i costi, uno per uno, e si arriva al netto. Non è un algoritmo, è un lavoro fatto a mano che richiede un'ora quando lo fai bene. È anche l'unica cosa che ha senso consegnare a un proprietario per iscritto. Tutto il resto è una promessa.

5. Le voci che spariscono dal conto fatto in casa

Quando un proprietario fa i conti da solo, di solito parte dall'incasso e toglie due cose. Le voci che mancano quasi sempre sono queste: le pulizie a ogni cambio, la biancheria lavata e sostituita, le utenze estive (l'aria condizionata accesa tutto il giorno da chi non paga la bolletta pesa), le commissioni dei portali, la manutenzione e le sostituzioni di quello che si consuma in una stagione, e la fiscalità.

Una voce che invece non è un costo, anche se tutti la mettono nel mucchio: l'imposta di soggiorno. La incassi dall'ospite e la versi al Comune: è una partita di giro, non un tuo ricavo.

6. Il lordo non dice niente

Il ricavo lordo è il numero che si usa per fare colpo, ed è anche l'unico che non serve a decidere: due case con lo stesso lordo lasciano al proprietario cifre molto distanti, perché cambiano costi di gestione, mix di canali e regime fiscale.

Il netto è l'unico numero che puoi mettere accanto a qualcos'altro: al canone di un affitto lungo, al costo di tenere la casa chiusa, a quello che faresti con quei soldi altrove. Se una stima non arriva al netto, non è una stima: è un titolo.

7. Cosa possiamo dire di noi, e cosa no

Gestiamo 90+ immobili e abbiamo generato oltre 1 milione di euro di ricavi per i proprietari. Per le case provenienti dalla gestione precedente del proprietario, Propertize pubblica attualmente un range storico dal +30% al +140%; non è né una media né una garanzia e la resa dipende da immobile, zona e periodo. Distribuiamo su 50+ portali e abbiamo una valutazione media di 5,0/5 su Google.

Quello che non facciamo, e non faremo, è darti una percentuale di rendimento prima di aver visto la tua casa. Se ti serve un numero, ti serve sulla casa vera.

Nota. Gli incrementi da +30% a +140% si riferiscono a immobili del portafoglio Propertize passati dalla gestione precedente del proprietario alla nostra. È il range storico attualmente pubblicato da Propertize; non è né una media né una garanzia. La resa dipende da immobile, zona e periodo. Questa guida spiega un metodo e non è una stima del rendimento del tuo immobile.

Aggiornato ad agosto 2026. Verifichiamo periodicamente dati, regole e riferimenti; prima di prendere decisioni fiscali o operative, controlla le fonti collegate e valuta il tuo caso con un professionista qualificato.

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Domande frequenti

Quanto rende in media una casa vacanza in Sardegna?

Una media affidabile non esiste, e chi te ne offre una al telefono sta tirando a indovinare. Le medie pubblicate mettono insieme case non confrontabili: un monolocale in città e una villa con piscina vicino alla spiaggia, un anno pieno e un anno partito a luglio. Il rendimento della tua casa si stima solo sui comparabili reali della tua micro-zona, con gli stessi posti letto e le stesse dotazioni.

Da cosa dipende davvero il rendimento di una casa in Sardegna?

Dalla posizione esatta e dalla distanza reale dal mare (minuti a piedi, non chilometri sulla mappa), dai posti letto veri, dal parcheggio, dagli spazi esterni e dall'eventuale piscina, dalle dotazioni come aria condizionata e wifi, dalla lunghezza della stagione utile, dalla qualità delle fotografie e dal prezzo di partenza. Due case sulla stessa via possono chiudere l'anno con incassi molto diversi.

Quanto dura la stagione degli affitti brevi in Sardegna?

La finestra utile è stretta e le settimane centrali dell'estate si riempiono quasi da sole. La differenza tra una casa e l'altra si gioca sulle spalle di stagione, sulla durata media del soggiorno e sul prezzo dei picchi. Una casa che apre a maggio e chiude a ottobre e una che lavora solo ad agosto hanno lo stesso indirizzo e due bilanci diversi.

Come si costruisce una stima seria del rendimento?

Si parte dai comparabili reali: case simili alla tua, nella stessa micro-zona, con gli stessi posti letto e le stesse dotazioni, osservate su un anno intero. Da lì si ricostruisce un calendario plausibile (quante settimane sono vendibili, a che prezzo per fascia, con quale durata media del soggiorno), poi si sottraggono i costi uno per uno e si arriva al netto.

Quali costi dimenticano i proprietari quando fanno il conto da soli?

Pulizie e cambi biancheria, utenze estive (l'aria condizionata accesa tutto il giorno pesa), commissioni dei portali, manutenzione ordinaria e sostituzioni di quello che si consuma, oltre alla fiscalità. L'imposta di soggiorno invece non è un costo: si incassa dall'ospite e si versa al Comune, è una partita di giro e non è un ricavo del proprietario.

Perché si guarda il netto e non il ricavo lordo?

Perché il lordo non è confrontabile con niente. Due case con lo stesso incasso lordo possono lasciare al proprietario cifre molto diverse a seconda dei costi di gestione, delle commissioni e della fiscalità. Il netto è l'unico numero che si può mettere accanto all'alternativa dell'affitto lungo o al costo di tenere la casa chiusa.