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Nell'ordine giusto, si fa in poche settimane

Per affittare una casa ai turisti servono quattro cose, in quest'ordine: i documenti dell'immobile (visura e dati catastali, titolo di disponibilità, agibilità, APE, verifica del regolamento condominiale), le pratiche (CIN dal portale del Ministero del Turismo, iscrizione regionale dove prevista, accreditamento al portale comunale per l'imposta di soggiorno e al Portale Alloggiati della Questura), le dotazioni di sicurezza previste dalla normativa sulle locazioni brevi (rilevatori di gas e di monossido di carbonio, estintori, impianti a norma) e le dotazioni per l'ospite. Foto e annuncio vengono per ultimi.

L'ordine non è un dettaglio: è la differenza tra una casa che parte pulita e una che parte con una prenotazione confermata e metà degli adempimenti scoperti. Qui trovi la lista, nella sequenza in cui la facciamo noi su una casa nuova.

1. I documenti dell'immobile

Prima di pensare al mercato, serve sapere che cosa hai in mano. Sono cinque documenti, si mettono insieme in una settimana:

  • visura e dati catastali aggiornati, con la corrispondenza tra lo stato di fatto e la planimetria depositata;
  • titolo di disponibilità: proprietà, usufrutto, oppure comodato con il consenso scritto del proprietario;
  • agibilità dell'immobile;
  • attestato di prestazione energetica (APE) in corso di validità;
  • regolamento condominiale, quando c'è: va letto prima, perché alcuni regolamenti di natura contrattuale pongono limiti alle destinazioni d'uso.

Il punto delicato è il titolo di disponibilità. Chi affitta una casa che non è sua, tipicamente in comodato da un genitore, deve avere il consenso per iscritto: non è un formalismo, è il documento che gli chiedono per aprire le pratiche.

2. Le pratiche da aprire

Qui sta la parte che spaventa, e sono quattro passaggi su quattro portali diversi:

  • CIN, il Codice Identificativo Nazionale: si richiede sul portale del Ministero del Turismo con SPID o CIE e va esposto negli annunci, sui materiali e all'esterno dello stabile. Tempistiche e sanzioni sono nella guida dedicata al CIN;
  • iscrizione al sistema regionale delle strutture extralberghiere, dove la Regione la prevede: il CIN spesso si aggancia al codice regionale, quindi va fatta prima;
  • accreditamento al portale del Comune per l'imposta di soggiorno, con le dichiarazioni e i versamenti periodici: come funziona lo spiego nella guida sull'imposta di soggiorno;
  • accreditamento al Portale Alloggiati della Questura, per comunicare i dati di ogni ospite alla Polizia di Stato: entro 24 ore dall'arrivo, oppure entro 6 ore se il soggiorno non supera le 24 ore, come stabilito dal D.M. 16 settembre 2021.

Quasi tutte richiedono l'identità digitale del titolare. Se ti affidi a un gestore, la delega va messa nero su bianco: chi accede, a quali portali, per quali adempimenti.

3. La sicurezza: rilevatori ed estintori

La normativa sulle locazioni brevi chiede la presenza di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e di monossido di carbonio e di estintori portatili. Sono presidi economici, si installano in mezza giornata, e sono la prima cosa che un ospite fotografa quando qualcosa non va.

Attorno a questi c'è il capitolo più noioso e più importante: gli impianti a norma, elettrico e termico, con le dichiarazioni di conformità e i libretti di manutenzione. Se l'impianto ha trent'anni e nessuno ha mai visto una dichiarazione, è il momento di far passare un tecnico. Non è una spesa che si vede nelle foto, ed è la prima carta che ti chiedono se succede qualcosa.

4. L'assicurazione

La polizza casa che hai già spesso non basta, e vale la pena saperlo prima. Molte polizze abitazione sono scritte per un uso residenziale e possono escludere o limitare la copertura quando l'immobile viene concesso a ospiti paganti. Non vale per tutte: dipende da come è scritto il tuo contratto.

Non ti indico compagnie e non ti prometto coperture. Ti indico le domande da fare al tuo assicuratore, possibilmente per iscritto: l'uso turistico è coperto o escluso; com'è trattata la responsabilità civile verso gli ospiti; sono coperti i danni causati dagli ospiti; quali sono massimali, franchigie ed esclusioni. La risposta scritta vale, quella al telefono no.

5. Le dotazioni che l'ospite nota davvero

Finita la parte formale, si passa a quella che decide le recensioni. Non serve arredare come una rivista: serve che quello che prometti esista davvero in casa.

  • posti letto veri, dichiarati con onestà: un divano letto che si apre a fatica non è un letto matrimoniale;
  • biancheria sufficiente per i cambi: più set di lenzuola e asciugamani per posto letto, altrimenti alla prima partenza in giornata sei bloccato;
  • cucina completa: pentole, padelle, coltelli che tagliano, moka e bollitore, stoviglie in numero superiore ai posti letto;
  • wifi che regge davvero, misurato nella stanza più lontana e non accanto al router;
  • climatizzazione funzionante e oscuramento delle camere: tapparelle, persiane o tende pesanti, il dettaglio che separa una notte buona da una recensione tiepida;
  • parcheggio chiaro: dove si posteggia, se è riservato, quanto costa, quanto dista a piedi;
  • guida della casa: elettrodomestici, rifiuti e giorni di raccolta, numeri utili, i posti dove mangiare bene vicino.

6. Foto e annuncio, alla fine

Le foto si fanno quando la casa è finita, pulita, con la biancheria montata e le dotazioni al loro posto. Non prima. Le foto scattate a lavori in corso raccontano una casa che l'ospite non troverà, e il divario torna indietro come recensione, richiesta di rimborso o ospite che se ne va il primo giorno.

Vale anche per il testo: descrivi quello che c'è, con le distanze reali dal mare e dai servizi. Chi scrive "a due passi dalla spiaggia" e sono venti minuti di auto perde più di quanto guadagna.

7. L'errore che vedo più spesso

È sempre lo stesso: si pubblica prima di avere le pratiche in ordine. La stagione incalza, l'annuncio va online e le prime prenotazioni arrivano subito. Poi ci si accorge che manca il CIN, che l'accreditamento alla Questura ha i suoi tempi e che il Comune vuole la dichiarazione dell'imposta di soggiorno.

A quel punto sei nella posizione peggiore: prenotazioni confermate da onorare e adempimenti scoperti. Cancellare costa in denaro e in posizionamento sui portali, tenere aperto espone alle sanzioni. Si evita con due settimane di anticipo e nessuna furbizia.

8. Cosa facciamo noi al posto tuo

Quando prendiamo in gestione una casa nuova, questa lista la percorriamo noi: raccogliamo i documenti, apriamo il CIN e le pratiche regionali, ci accreditiamo al portale del Comune e al Portale Alloggiati, verifichiamo presidi di sicurezza e impianti, facciamo l'elenco delle dotazioni mancanti prima di scattare una foto. Poi costruiamo l'annuncio e lo distribuiamo.

Il nostro compenso è una percentuale sui ricavi, senza costi fissi, canoni mensili o costi nascosti. Come funziona nel dettaglio lo trovi nella pagina per i proprietari.

Fonti. Art. 13-ter D.L. 145/2023 conv. L. 191/2023 su CIN e requisiti di sicurezza; art. 109 T.U.L.P.S. e D.M. 7 gennaio 2013 sulle comunicazioni al Portale Alloggiati; art. 4 D.Lgs. 23/2011 sull'imposta di soggiorno; normative regionali sulle strutture extralberghiere. Su condominio e polizze la valutazione è sul singolo contratto: questa guida non sostituisce il parere del tuo legale o del tuo assicuratore.

Aggiornato ad agosto 2026. Verifichiamo periodicamente dati, regole e riferimenti; prima di prendere decisioni fiscali o operative, controlla le fonti collegate e valuta il tuo caso con un professionista qualificato.

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Domande frequenti

Quali documenti servono per affittare casa ai turisti?

Servono la visura e i dati catastali aggiornati, un titolo che ti dia la disponibilità dell'immobile (proprietà, usufrutto oppure comodato con il consenso del proprietario), l'agibilità, l'attestato di prestazione energetica e, dove il regolamento condominiale lo richiede, il consenso o la verifica preventiva del condominio. Sono anche i documenti che ti verranno chiesti per aprire le pratiche.

Serve il CIN per affittare un appartamento per brevi periodi?

Sì. Il Codice Identificativo Nazionale è obbligatorio dal 1 gennaio 2025 e si richiede sul portale del Ministero del Turismo con SPID o CIE. Va esposto negli annunci, sui materiali e all'esterno dello stabile. Le sanzioni vanno da 800 a 8.000 euro se non viene richiesto e da 500 a 5.000 euro se non viene esposto negli annunci.

Quali dotazioni di sicurezza sono obbligatorie in un affitto breve?

La normativa sulle locazioni brevi richiede la presenza di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e di monossido di carbonio e di estintori portatili. A questo si aggiungono gli impianti a norma, con le relative dichiarazioni di conformità, che sono anche il primo documento che un assicuratore chiede in caso di sinistro.

La polizza casa copre l'affitto turistico?

Spesso no. Molte polizze abitazione sono scritte per un uso residenziale e possono escludere o limitare la copertura quando l'immobile viene concesso a ospiti paganti. Prima di pubblicare conviene chiedere per iscritto al proprio assicuratore se l'uso turistico è coperto, come sono trattati la responsabilità civile verso gli ospiti e i danni causati da loro, e quali sono massimali ed esclusioni.

Serve il consenso del condominio per affittare a turisti?

Non in via generale, ma il regolamento condominiale va letto prima di partire: alcuni regolamenti, in particolare quelli di natura contrattuale accettati da tutti i condomini, contengono limiti alle destinazioni d'uso delle unità. Se ci sono clausole di quel tipo vanno valutate con il proprio legale prima di pubblicare l'annuncio, non dopo la prima prenotazione.

Quando si fanno le foto e si pubblica l'annuncio?

Alla fine, quando la casa è finita, pulita e completa di dotazioni, e quando le pratiche sono aperte. Le foto fatte a lavori in corso raccontano una casa che l'ospite non troverà, e l'annuncio pubblicato prima del CIN e degli accreditamenti porta prenotazioni che vanno onorate mentre gli adempimenti sono ancora scoperti.