Vai al contenuto
Di cosa parla
dei controlli che in Sardegna decidono se un acquisto si può fare, e di cosa succede in pratica a chi non li fa in tempo.
Il più grave
se il terreno è demanio civico non sdemanializzato, l'atto di vendita è nullo, e la nullità non si sana in nessun modo.
Chi li fa
li mettiamo in fila noi, con i tecnici e le agenzie della zona, prima che tu firmi. La mediazione la fa sempre un agente immobiliare iscritto, mai Propertize.

Quello che salta, salta prima del rogito

Gli acquisti in Sardegna non saltano quasi mai per il prezzo. Saltano perché qualcuno scopre tardi una cosa che si poteva chiedere in una settimana: che su quel terreno non si può toccare niente, che la piscina non ha mai avuto un titolo, che il Comune non ha adeguato il piano urbanistico e quindi il parere della Soprintendenza pesa come un veto. Nel caso più raro e più grave si scopre che l'atto di vendita è nullo. Questa pagina mette in fila quei controlli, uno per uno, dicendo per ciascuno che cosa succede a chi lo salta.

I 300 metri dalla battigia sono una legge dello Stato, non una regola sarda

È il vincolo che tutti nominano e quasi nessuno spiega. La fascia di 300 metri dalla linea di battigia è un bene paesaggistico per legge, in tutta Italia: lo stabilisce il Codice dei beni culturali e del paesaggio all'articolo 142, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 42 del 2004. Non è un'invenzione della Regione Sardegna e non si tratta con il Comune: c'è e basta.

La conseguenza pratica è che dentro quella fascia qualunque intervento che cambia l'aspetto esteriore dei luoghi passa dall'autorizzazione paesaggistica. Non solo una casa nuova: una veranda, un muro di recinzione, una piscina, in certi casi persino il colore delle facciate.

C'è però un'eccezione che vale la pena conoscere, perché sposta interi centri abitati fuori dal vincolo. Il comma 2 dello stesso articolo esclude le aree che al 6 settembre 1985 erano già delimitate come zone A e B negli strumenti urbanistici approvati. Un appartamento nel centro di un paese di mare può stare a duecento metri dall'acqua e non ricadere nel vincolo dei 300 metri. Attenzione, però: fuori da quel vincolo non vuol dire senza vincoli. Restano il piano paesaggistico regionale e gli eventuali vincoli specifici su quell'immobile, che vanno guardati lo stesso.

La domanda da fare, quindi, non è quanto dista dal mare. È come era classificata quell'area il 6 settembre 1985. Si chiede al Comune, e la risposta cambia tutto quello che potrai fare in quella casa.

Il piano paesaggistico è ancora quello del 2006

Il piano paesaggistico regionale della Sardegna è stato approvato con la delibera di giunta regionale 36/7 del 5 settembre 2006, ed è ancora quello vigente. Nell'aprile del 2026 la Regione ha approvato l'avvio della revisione: è una notizia vera, ed è anche quella che oggi genera più equivoci nelle trattative.

Avviare una revisione non sospende niente. Le regole che si applicano al tuo acquisto, e alla pratica che presenterai il mese prossimo, restano quelle del 2006. Chi ti dice di comprare adesso perché tanto le norme stanno per cambiare ti sta vendendo un'aspettativa, non un immobile: se il progetto sta in piedi solo con il piano nuovo, oggi non sta in piedi.

Il parere della Soprintendenza, e perché allunga i tempi davvero

Quando serve l'autorizzazione paesaggistica la pratica non si chiude in Comune. Il Soprintendente esprime un parere e, finché il Comune non ha adeguato il proprio strumento urbanistico al piano paesaggistico, quel parere è vincolante: lo prevede l'articolo 146, comma 5, del decreto legislativo 42 del 2004. Vincolante vuol dire che se la Soprintendenza dice no, il Comune non può dire sì.

In Sardegna molti Comuni non hanno ancora completato l'adeguamento. È questo, non la burocrazia in astratto, che allunga i tempi reali di una ristrutturazione al mare: non un passaggio in più, ma un passaggio che può fermarti.

C'è poi la regola che sorprende di più chi arriva da fuori: l'autorizzazione paesaggistica ordinaria non si ottiene dopo. Il comma 4 dello stesso articolo 146 vieta di rilasciarla in sanatoria quando l'intervento è già stato realizzato, anche solo in parte. Il decreto del Presidente della Repubblica 31 del 2017 individua interventi minori che sono esonerati o che seguono una procedura semplificata, e su quelli si ragiona; ma la logica di fondo non cambia. Prima si chiede, poi si fa. Fare i lavori e sistemare le carte dopo, sulla costa, non è una scorciatoia rischiosa: è una strada chiusa.

La piscina non è un accessorio del giardino

Chi compra una villa in Sardegna quasi sempre pensa alla piscina, e spesso la immagina come un semplice lavoro da giardino. Non lo è. Una piscina interrata è in genere un'opera edilizia; il titolo necessario dipende da dimensioni, caratteristiche e disciplina del terreno e va verificato da un tecnico. Dentro la fascia costiera tutelata può servire anche l'autorizzazione paesaggistica.

Da qui discendono due domande, e vanno fatte prima di firmare. La prima riguarda la piscina che c'è già: con quali titoli è stata realizzata e corrisponde a quanto autorizzato? Eventuali irregolarità e le relative conseguenze vanno accertate prima dell'acquisto. La seconda riguarda la piscina che vorresti fare: in alcune aree il progetto può non essere ammissibile, e conviene saperlo prima di costruirci sopra un business plan.

Gli usi civici: il vincolo che rende nullo l'atto

È il rischio più sardo, il meno conosciuto e l'unico da cui non si torna indietro. Su una parte del territorio dell'isola gravano usi civici, cioè diritti collettivi che appartengono alla comunità e non al proprietario iscritto. Se il terreno è demanio civico e non è stato sdemanializzato, la vendita a un privato è nulla. Non annullabile: nulla. Non c'è una sanatoria, non c'è un condono, non c'è una somma da versare per sistemare la cosa.

Quello che rende questo rischio così insidioso è che non esiste, in un annuncio immobiliare, nessun campo che te lo dica. Il venditore può essere in perfetta buona fede, l'agenzia anche, e la casa può stare lì da trent'anni con le utenze intestate e le tasse pagate. La verifica sugli usi civici è una domanda che qualcuno deve porre esplicitamente, al Comune dove si trova il terreno, e va posta prima del rogito: dopo, quello che hai firmato non vale, e i soldi te li ritrovi da rincorrere.

Se stai comprando un terreno, o una casa con terreno, in un comune dell'interno o in una zona agricola vicino alla costa, questa è la prima domanda da fare. Non l'ultima.

La conformità: quello che il notaio scrive e quello che deve esistere

L'ultimo controllo riguarda la carta d'identità edilizia della casa. L'atto di compravendita deve contenere gli estremi del titolo edilizio, e se quel titolo non esiste davvero l'atto è nullo: lo dicono l'articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 380 del 2001 e l'articolo 40 della legge 47 del 1985.

La parola che conta è davvero. Il notaio riceve una dichiarazione dal venditore e la riporta nell'atto: non va all'archivio comunale a tirare fuori il fascicolo, non è il suo mestiere. Chi ci va è un tecnico abilitato, con l'accesso agli atti. Confrontare la planimetria depositata con lo stato di fatto e verificare i titoli va fatto prima del compromesso; i tempi dipendono dal Comune e, per gli accessi formali, possono arrivare a 30 giorni.

Le difformità escono quasi sempre negli stessi punti: una veranda chiusa, un sottotetto diventato camera, un ampliamento sul retro, un cambio di destinazione d'uso mai comunicato. A quel punto la domanda non è più se comprare, ma chi paga per rimettere a posto e se si può rimettere a posto.

La checklist prima del rogito

Sono sei richieste. I tempi cambiano secondo il Comune e la pratica: per gli accessi formali conviene prevedere anche fino a 30 giorni. Tutte costano molto meno dell'errore che evitano.

Se qualcuna di queste risposte tarda, non è un dettaglio da rimandare: è il motivo per cui il compromesso va scritto con le condizioni giuste. Su come formularle risponde il notaio, che è anche l'unico che può farlo.

Questo lo verifichiamo noi, prima che tu firmi

Niente di quello che hai letto si fa da casa, e niente di tutto questo lo facciamo al posto di qualcun altro: dell'atto risponde il notaio, della conformità il tecnico, della mediazione l'agente immobiliare iscritto. Quello che facciamo noi è la parte che di solito manca: sappiamo quali domande vanno fatte in quel Comune, a chi, e in che ordine, e le facciamo fare prima che tu abbia firmato qualcosa.

C'è anche una ragione egoista, e preferiamo dirla. Quella casa, se poi la gestiamo, dobbiamo affittarla noi: una villa che non si può ristrutturare o una piscina che quella costa non consente non sono soltanto un problema tuo, ma diventano anche un problema operativo per noi. Per questo il business plan che ti diamo parte da qui e non dai ricavi.

Come funziona il percorso completo, dalla stima prima dell'acquisto alla gestione, lo racconta la pagina su come investire in immobili da mettere a reddito. Su quello che viene dopo, quando la casa è tua, ci sono le guide sulla cedolare secca, sul codice CIN e su quanto rende una casa vacanza in Sardegna.

Scritto dal team di Propertize, che gestisce case in Sardegna, a Milano e in Sicilia. Pagina aggiornata ad agosto 2026.

La costa della Sardegna vista dall'alto

Prima di firmare

Mandaci l'immobile e il Comune dove si trova

Compila il modulo con il link dell'annuncio e il Comune dove si trova. Ti diciamo quali verifiche servono su quell'immobile, e se ha senso ti mandiamo anche il business plan.

Preferisci scrivere? info@propertize.it

Domande frequenti

Si può costruire a 300 metri dal mare in Sardegna?

Dentro la fascia dei 300 metri dalla battigia si costruisce solo con l'autorizzazione paesaggistica, e in molti punti non si costruisce affatto. Il vincolo è nazionale e non regionale: lo pone l'articolo 142 del decreto legislativo 42 del 2004. Vale per una casa nuova ma anche per una veranda, un muro o una piscina, cioè per tutto quello che cambia l'aspetto dei luoghi. Prima di comprare un terreno pensando di edificarlo, la domanda da fare al Comune è che cosa consente il piano in quel punto preciso, non quanto dista dall'acqua.

Il vincolo dei 300 metri vale anche per un appartamento in centro?

Non sempre. Il comma 2 dell'articolo 142 esclude dal vincolo le aree che al 6 settembre 1985 erano già delimitate come zone A e B negli strumenti urbanistici approvati, e molti centri storici dei paesi di mare ricadono qui. Un appartamento a duecento metri dall'acqua può quindi stare fuori dalla fascia tutelata. Fuori da quel vincolo, però, non vuol dire senza vincoli: restano il piano paesaggistico regionale e gli eventuali vincoli specifici sull'immobile. La classificazione dell'area a quella data si chiede al Comune.

Il piano paesaggistico sardo sta cambiando: conviene aspettare?

Il piano vigente è quello approvato con la delibera di giunta regionale 36/7 del 5 settembre 2006. Nell'aprile del 2026 la Regione ha approvato l'avvio della revisione, ma avviare una revisione non sospende le regole in vigore: la tua pratica seguirà il piano del 2006. In concreto, un progetto che sta in piedi solo con le norme future oggi non sta in piedi, e comprare contando su quel cambiamento è una scommessa, non un investimento.

Che cosa sono gli usi civici e perché possono annullare la vendita?

Gli usi civici sono diritti collettivi della comunità su certi terreni. Se il terreno è demanio civico e non è stato sdemanializzato, la vendita a un privato è nulla, e la nullità non si sana: non esiste sanatoria né somma da versare che rimetta a posto l'atto. È un rischio molto sardo e poco conosciuto, perché non compare in nessun annuncio e il venditore può essere in buona fede. La verifica va chiesta al Comune dove si trova il terreno prima del rogito, non dopo.

Posso fare una piscina in una casa al mare?

Una piscina interrata è in genere un'opera edilizia, ma il titolo necessario dipende da dimensioni, caratteristiche e disciplina del terreno. Prima di inserirla nel progetto, un tecnico deve verificare la pratica urbanistica e, nella fascia costiera tutelata, se occorre anche l'autorizzazione paesaggistica. In alcune aree il progetto può non essere ammissibile. Se la casa ha già una piscina, fai verificare i titoli con cui è stata realizzata: eventuali irregolarità possono ricadere sull'acquirente.

Che cosa rende nullo un rogito per motivi urbanistici?

L'atto deve contenere gli estremi di un titolo edilizio realmente esistente: se il titolo dichiarato non esiste, l'atto è nullo. Lo dicono l'articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 380 del 2001 e l'articolo 40 della legge 47 del 1985. Il notaio riceve la dichiarazione del venditore e non va a controllare il fascicolo in Comune: quello lo fa un tecnico abilitato con l'accesso agli atti. I tempi dipendono dal Comune e dalla pratica; per gli accessi formali conviene prevedere anche fino a 30 giorni. Il controllo va fatto prima del compromesso.

Chi fa questi controlli, il notaio o il tecnico?

Entrambi, per parti diverse. Il notaio risponde dell'atto e delle dichiarazioni che vi confluiscono; il tecnico abilitato verifica la conformità fra planimetria depositata e stato di fatto e recupera i titoli in Comune. Nessuno dei due, però, parte da solo: qualcuno deve chiedere quelle verifiche e commissionarle, e nella pratica è chi compra. Noi le mettiamo in fila e le facciamo fare prima della firma, con i tecnici che lavorano in quel Comune.

Cercate voi l'immobile?

Ti presentiamo il partner migliore per te fra le agenzie con cui lavoriamo in quella zona, ma la mediazione immobiliare la fa sempre un agente iscritto, mai Propertize: l'incarico lo firmi con lui e alle sue condizioni. Quello che facciamo noi è la stima della rendita prima dell'acquisto, il business plan sull'immobile e i controlli di cui parla questa pagina. Dopo il rogito, se vuoi, la casa la gestiamo.