A colpo d'occhio, se hai fretta
La Costa Verde è il tratto di costa occidentale fra Capo Pecora e Torre dei Corsari, nei territori di Arbus e Guspini. La cosa che la distingue da tutto il resto dell'isola: è quasi tutta spiaggia libera, con pochissimi servizi e nessun paese davanti al mare, e alle spalle ha i villaggi minerari abbandonati dell'Arburese. Se cerchi il mare comodo, questo non è il posto. Se cerchi un paesaggio che non assomiglia a niente, lo è.
| Spiaggia | Com'è | Ideale per | Servizi | Accesso |
|---|---|---|---|---|
| Torre dei Corsari | Duna alta e torre spagnola sopra | Giornata intera, famiglie | Sì, i più della zona | Asfalto, parcheggio |
| Pistis | Lungo tratto libero a nord della torre | Chi vuole spazio | Pochi | Asfalto |
| Portu Maga | Baia piccola fra le rocce | Giornate ventose | Qualcuno in stagione | Asfalto |
| Piscinas | Le dune più famose della Sardegna | Il paesaggio, le fotografie | Quasi nessuno | Ultimo tratto sterrato |
| Scivu | Sette chilometri sotto la falesia | Camminare, stare soli | Nessuno | Discesa a piedi dal parcheggio |
| Capo Pecora | Granito e mare profondo | Snorkeling, tramonti | Nessuno | Sterrato |
Perché qui non c'è niente, e perché è voluto
La prima cosa che colpisce arrivando è l'assenza. Nessun lungomare, nessuna fila di stabilimenti, nessun palazzo. La Costa Verde è rimasta così perché per un secolo questa non è stata una costa turistica: è stata una costa mineraria. Le valli alle spalle producevano piombo e zinco, e il mare era il posto dove finiva il materiale di scarto, non dove si andava in vacanza.
Quando le miniere hanno chiuso, negli anni Settanta e Ottanta, il turismo di massa era già andato altrove. Il risultato è che oggi qui trovi settanta chilometri di costa quasi intatta e, a poche centinaia di metri dal mare, villaggi interi vuoti con le case dei minatori ancora in piedi. Non è un caso fortunato, è una storia industriale finita male che ha lasciato un paesaggio raro.
Torre dei Corsari: la più comoda, e quella con la torre
Se vieni sulla Costa Verde per la prima volta, comincia da qui. Torre dei Corsari è l'unica località del tratto con un minimo di servizi: parcheggio, qualche bar, posti dove mangiare, case in affitto. La spiaggia è ampia e sopra si alza una duna imponente, con in cima la torre spagnola che dà il nome al posto e da cui si vede tutto il golfo.
La salita alla torre è breve e vale la pena farla al tramonto: qui il sole cala dritto nel mare, cosa che sulla costa orientale non succede mai. È una delle poche cose che qui si possono programmare con precisione, ed è quella che gli ospiti ricordano di più.
Appena a nord comincia Pistis, un lungo tratto libero dove si trova spazio anche in agosto camminando qualche minuto. Verso sud, Portu Maga è una baia piccola incastrata fra le rocce, riparata quando il maestrale rende scomodo il resto.
Piscinas: le dune, e come si comportano
Piscinas è la ragione per cui la Costa Verde è conosciuta fuori dalla Sardegna. Il sistema di dune si estende su circa 28 chilometri quadrati, secondo la scheda del Ministero della Cultura, e le dune più alte arrivano fino a circa novanta metri. Non sono dune da spiaggia: sono un piccolo deserto costiero, tenuto insieme da ginepri secolari piegati dal vento.
Il modo giusto di starci è semplice e vale la pena dirlo: si cammina dove qualcuno ha già camminato. La vegetazione che tiene ferma la sabbia cresce con una lentezza che non immagineresti, e i sentieri tagliati per accorciare restano visibili per anni. La sabbia, come ovunque in Sardegna, non si porta via: è vietato dalla legge regionale e i controlli in aeroporto sono reali.
Sul piano pratico: l'ultimo tratto di strada è sterrato, si percorre piano e non è il posto dove portare un'auto bassa e carica. Servizi non ce ne sono, o quasi. Ombra naturale nemmeno. Acqua e pranzo si portano da casa.
Scivu: sette chilometri e nessuno
Scivu è il tratto più lungo e il più solitario: circa sette chilometri di sabbia chiusi da una falesia, senza uno stabilimento, senza un chiosco, senza niente. Ci si arriva lasciando l'auto in alto e scendendo a piedi.
È la spiaggia da scegliere quando vuoi camminare per un'ora sul bagnasciuga senza incrociare nessuno, cosa che ad agosto in Sardegna sembra impossibile e qui non lo è. In cambio devi essere autosufficiente per l'intera giornata: due litri d'acqua a testa non sono esagerazione, e un telo o una tenda bassa risolvono il problema dell'ombra, che qui non esiste.
Capo Pecora e il maestrale
All'estremità sud, Capo Pecora cambia registro: finisce la sabbia e comincia il granito, con massi tondeggianti che entrano in mare e fondali che scendono subito. Non è una spiaggia da ombrellone, è un posto da maschera e pinne, e da tramonto.
Un avvertimento onesto su tutto il tratto: questa è la costa occidentale, e prende il maestrale in pieno. In agosto è un vantaggio, perché rende sopportabile il caldo. In primavera e in autunno può alzare l'onda e riempire l'aria di sabbia. Chi fa surf lo sa e viene apposta: fra ottobre e aprile questo è uno dei tratti più frequentati dell'isola per le onde.
Le miniere alle spalle: Ingurtosu e Montevecchio
Vedere le spiagge senza salire ai villaggi minerari significa perdere metà del posto. Ingurtosu e Montevecchio stanno nelle valli dietro Piscinas: case, uffici, la direzione, la chiesa, e le strutture degli impianti. Alcune parti sono visitabili, altre sono rudere puro.
Il rio che sfocia a Piscinas scende proprio da quelle valli, ed è il motivo per cui la sabbia qui ha quelle sfumature. La zona rientra nel Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna. Se hai una giornata sola, il mezzo pomeriggio ai villaggi vale più di un'altra spiaggia.
Come arrivare, e perché conviene dormire qui
Da Cagliari a Torre dei Corsari sono circa cento chilometri e un'ora e mezza abbondante, perché l'ultima parte non è strada veloce. Per Piscinas e Scivu, che in linea d'aria sono vicine, bisogna rientrare verso l'interno e ripartire: conta almeno due ore.
È il motivo per cui la Costa Verde in giornata da Cagliari non rende: passi più tempo in auto che in acqua. Dormendo in zona, invece, ogni spiaggia diventa venti o trenta minuti e puoi scegliere la mattina in base al vento. Il trasporto pubblico qui non è una opzione: l'auto è la condizione per vedere il posto, e in luglio e agosto il noleggio va prenotato con largo anticipo.
Se stai valutando dove stare, la nostra pagina su Torre dei Corsari racconta com'è la zona. E per orientarti sui periodi, guarda la guida su quando andare in Sardegna.
Da dove vengono i numeri di questa pagina
Questa guida è aggiornata ad agosto 2026. Per l'estensione e l'altezza del sistema dunale e per le caratteristiche del tratto abbiamo usato la scheda del Ministero della Cultura. Distanze e tempi di percorrenza sono stati rilevati da noi percorrendo le strade in auto. Se trovi un dato che non torna più, scrivici e lo correggiamo.