La risposta breve, prima dei dettagli
La Sardegna è un'isola grande quanto una regione continentale, con montagne che superano i milleottocento metri, una civiltà preistorica tutta sua e una cucina che cambia radicalmente ogni cinquanta chilometri. Chi la conosce solo per il mare ne ha visto una parte. Se hai una settimana, due o tre giornate lontano dalla costa sono quelle che ti ricorderai; e se vieni fuori stagione, sono praticamente tutto il viaggio.
I nuraghi: una civiltà che non esiste da nessun'altra parte
Sull'isola ci sono migliaia di nuraghi, torri di pietra a secco costruite fra il secondo e il primo millennio avanti Cristo. Non se ne trovano di uguali in nessun altro posto al mondo. Il più importante è Su Nuraxi di Barumini, l'unico iscritto nella lista del patrimonio mondiale UNESCO: si visita con guida e vale il viaggio anche da lontano.
Ma il bello è che non finisce lì. Ci sono le tombe dei giganti, sepolture collettive con l'esedra di pietre ritte; i pozzi sacri come Santa Cristina, dove la scala scende nel buio con una precisione che sembra impossibile; le domus de janas, le case delle fate, tombe scavate nella roccia. Molti siti minori sono in aperta campagna, spesso senza biglietteria e senza nessuno intorno: sono quelli che colpiscono di più.
Camminare: il Supramonte, Gorroppu, il Selvaggio Blu
L'interno della Sardegna è roccia calcarea, foreste di lecci e altopiani. La gola di Gorroppu, fra Urzulei e Dorgali, ha pareti che superano i quattrocento metri ed è una delle più profonde d'Europa; si percorre in giornata, con un dislivello serio ma alla portata di chi cammina abitualmente.
Il Selvaggio Blu, lungo la costa del Golfo di Orosei, è considerato il trekking più impegnativo d'Italia: quattro o cinque giorni fra mare e falesie, con tratti di calata in corda, e va fatto con una guida. Chi vuole qualcosa di più semplice ha l'altopiano del Golgo, il sentiero verso Cala Goloritzè, il villaggio nuragico di Tiscali nascosto dentro una dolina, e a nord il promontorio di Capo Figari sopra Golfo Aranci.
Il periodo giusto per camminare non è l'estate: aprile, maggio, ottobre e persino l'inverno sono molto migliori, perché in agosto sui sentieri dell'interno si soffre davvero.
Il vino, il formaggio, la tavola
Ogni zona ha il suo vino e non è un modo di dire. Il Cannonau è il rosso del nuorese, il Vermentino di Gallura è l'unico DOCG dell'isola, il Carignano viene dalle sabbie del Sulcis e la Vernaccia dall'oristanese. Molte cantine si visitano con degustazione, e la vendemmia di settembre è un ottimo motivo per venire in bassa stagione.
A tavola la differenza fra costa e interno è netta. Sul mare si mangia fregola con le arselle, bottarga, ricci in primavera; nell'interno culurgiones chiusi a mano come una spiga, porceddu allo spiedo, pecorino sardo e pane carasau. Il dolce è la seada, formaggio fresco fritto con il miele, che vale la pena provare almeno una volta col miele amaro di corbezzolo.
Le città: Cagliari, Alghero, Bosa
Cagliari merita almeno una giornata piena: il quartiere Castello con i bastioni e il panorama, il Museo Archeologico con i bronzetti nuragici, il mercato di San Benedetto, l'anfiteatro romano, e lo stagno di Molentargius con i fenicotteri a due passi dal Poetto.
Alghero è un caso a sé: si parla ancora catalano, le vie del centro hanno i nomi in due lingue e le mura affacciano direttamente sul mare. Da lì si arriva alle Grotte di Nettuno sotto Capo Caccia, che si raggiungono in barca o dalla scala del capriolo, seicento e passa gradini a picco sul mare. Poco più a sud c'è Bosa, con le case colorate lungo il fiume Temo e il castello dei Malaspina sopra il paese.
Le miniere: la Sardegna che non ti aspetti
Per un secolo l'isola è stata un distretto minerario fra i più importanti d'Europa, e quando le miniere hanno chiuso sono rimasti paesi interi vuoti. Oggi si visitano: Porto Flavia, la galleria scavata nella falesia sopra il faraglione di Pan di Zucchero a Masua, è una delle cose più impressionanti da vedere in Sardegna. Poi ci sono Montevecchio e Ingurtosu, nell'entroterra della Costa Verde, e il museo del carbone a Carbonia.
Le feste, se capiti nel periodo giusto
La più grande è Sant'Efisio, a Cagliari il primo maggio: migliaia di persone in abito tradizionale da tutta l'isola, tracce, cavalli e un corteo che dura ore. A maggio c'è anche la Cavalcata Sarda a Sassari. A febbraio i carnevali della Barbagia, con i Mamuthones di Mamoiada e i Boes di Ottana, sono tutt'altra cosa rispetto al carnevale che si immagina: sono cupi, arcaici e bellissimi.
Da settembre a dicembre c'è Autunno in Barbagia: ogni fine settimana un paese dell'interno apre cortili e case, con artigiani al lavoro e cucina di casa. È il modo migliore che conosciamo per vedere la Sardegna vera fuori stagione.
Con i bambini, e quando piove
Con i bambini funzionano bene le grotte, che sono fresche anche a Ferragosto: Nettuno ad Alghero, il Bue Marino a Cala Gonone, Is Zuddas e Su Mannau nel sud-ovest. Funzionano anche l'acquario di Cala Gonone, le gite in barca corte e i musei archeologici, che quasi ovunque hanno percorsi pensati per i più piccoli.
Se piove, e in Sardegna succede più spesso in autunno che in estate, le stesse grotte e gli stessi musei risolvono la giornata, insieme alle cantine e ai centri storici. Le giornate davvero perse sono rare: anche d'inverno il sole qui è la norma, non l'eccezione.
Un consiglio sulle distanze
Sulla mappa sembra tutto vicino e non lo è. Le strade sono quasi tutte a una corsia per senso e attraversare l'isola richiede più tempo di quanto dica il navigatore, soprattutto d'estate. Meglio scegliere una base e fare escursioni in giornata: la nostra pagina sulle destinazioni aiuta a capire cosa c'è intorno a ciascuna zona, e la guida su quando andare in Sardegna spiega quale periodo si adatta a cosa.
Da dove vengono i numeri di questa pagina
Questa guida è aggiornata ad agosto 2026. Tariffe, orari e regole di accesso alle spiagge cambiano a ogni stagione, quindi preferiamo dirti dove abbiamo controllato invece di chiederti di fidarti: le indicazioni su orari, biglietti e aperture di siti archeologici, grotte e cantine vanno verificate sui canali ufficiali di ciascun luogo, perché cambiano di stagione. Quello che raccontiamo qui viene da dove viviamo e lavoriamo, non da una guida copiata. Se trovi un dato che non torna più, scrivici e lo correggiamo: preferiamo una pagina giusta a una pagina che sembra completa.